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La
Dermatite Atopica è una malattia ad etiologia multifattoriale ,
caratterizzata da prurito intenso, lesioni cutanee tipo papule o
vescicole, prevalentemente localizzate al cuoio capelluto, orecchie,
tronco, area perigenitale e superfici flessorie degli arti. La cute e’
spesso molto secca e le lesioni da trattamento che ne derivano, cusano
croste e lichenificazione . Nel primo anno di vita va distinta dalla
dermatite seborroica.,Diverse cause combinate ne determinano la presenza e
la persistenza.
A
prognosi benigna (si risolve nella maggior parte dei casi con la crescita) e
che può avere, fra i fattori che ne determinano la persistenza e la gravità,
la presenza di allergia alimentare.
Gli
alimenti possono produrre tre tipi di reazioni avverse, oltre alle reazioni di
tipo tossico:
Reazioni
allergiche - sempre dovute a meccanismi immunologici e non dipendenti dalla dose
assunta.
Reazioni
pseudoallergiche - spesso dipendenti dalla dose assunta, con meccanismi non
immunologici (reazioni ad additivi alimentari)
Reazioni
da intolleranza - dovute a deficit enzimatici (deficit di lattasi con
intolleranza al latte, molto frequente; deficit di saccarasi-isomaltasi, deficit
di lipasi).
A
seconda delle varie statistiche l'allergia alimentare è presente nel 30 - 50%
dei bambini affetti da dermatite atopica, mentre la presenza di allergia agli
Acari è uno dei fattori determinanti la persistenza della dermatite oltre il
2-3° anno di vita. Inoltre esiste una familiarita’ : nel caso di entrambi i
genitori allergici allo stessi allergene (per esempio:alle proteine del latte
vaccino) la
possibilita’ di intolleranza del bambino puo’ arrivare all’ 80% di avere
la stessa allergia. L'allergia può essere di tipo umorale (anticorpi - IgE) o
cellulare (linfociti T).
I
test che normalmente vengono eseguiti (Prist e Rast ) normalmente in
prima battuta per svelare la presenza di allergia alimentare possono essere
negativi e non svelare un’intolleranza od un’allergia, soprattutto nei piu’
piccoli. Questa negatività non dà la certezza assoluta che l'allergia non sia
presente, poiché tali test consentono di valutare solo l'allergia IgE mediata e
non quella cellulo-mediata. Non esistono test di laboratorio che permettono di
svelare quest'ultimo tipo di allergia.
Il
comportamento più corretto nel suo caso sarebbe quello di determinare,
aiutandosi con i farmaci e con una dieta di esclusione (almeno per un mese), un
miglioramento della dermatite. Sarebbe consigliabile, in una prima fase,
escludere dall'alimentazione tutte le sostanze fortemente allergizzanti come
latte e derivati, pomodoro, uovo, pesce ma anche il parmigiano. La dieta di
scatenamento , che seguira’ a questa dieta restrittiva consiste nella
somministrazione progressiva e graduale (uno a settimana) degli alimenti esclusi
in precedenza con la dieta da esclusione, monitorando la sintomatologia cutanea.
Il peggioramento della dermatite consentirà di individuare l'alimento
allergizzante.
Questa
metodica richiede molta pazienza e andrebbe praticata solo in caso di eczema
medio-grave. E' inutile sottolineare che la dieta di eliminazione, priva di
alimenti allergizzanti
deve essere prescritta da un medico, così come le modalità del
successivo scatenamento, che in alcuni casi è preferibile praticare in ambiente
ospedaliero.
Solamente
pochi casi (5% circa) di reazioni avverse ad alimenti sono da considerare di
origine allergica. Una vera allergia alimentare é frequente soltanto nella
prima infanzia. Nell'infanzia, un'allergia al latte vaccino o all'uovo si
riscontra nel 5% dei bambini con meno di due anni di età, con graduale
risoluzione spontanea dell'allergia alimentare dopo il 2° anno di vita, per cui
all'età di 10 anni la frequenza é analoga a quella degli adulti. Le allergie
alimentari dipendono anche dalle abitudini alimentari dei vari paesi, per il
maggior uso di alcuni alimenti (l'allergia al pesce é molto frequente nei paesi
scandinavi, l'allergia alle arachidi negli Stati Uniti ecc. ecc.) oltre che
dalle abitudini alimentari di ciascun individuo (molto più frequenti in
soggetti che consumano eccessivamente e in maniera protratta determinati
alimenti
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