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Il
pene é dotato di un rivestimento cutaneo che si estende dalla cute
della regione pubica all’apice del glande. La porzione distale prende
il nome di prepurzio. Quest’ultimo é costituito da due foglietti, uno
esterno ed uno interno.
Il
passaggio dall’uno all’altro avviene in corrispondenza del
cosiddetto ostio prepuziale.
Nel
corso dello sviluppo embrionale (VI-VIII settimana di gestazione), il
prepuzio trae origine da una piega cutanea dorsale del fallo primitivo
che estendendosi in modo circonferenziale si porta lateralmente sino a
fondersi ventralmente per formare il frenulo.
Glande
e prepuzio si sviluppano ed accrescono come un organo unico dalla stessa
gemma epiteliale ectodermica. Alla nascita, la porzione distale del
prepuzio e lo stesso ostio prepuziale sono ristretti e non permettono,
nella maggioranza dei casi, la scopertura del glande.
La
superficie mucosa del glande ed il foglietto interno del prepuzio,
intimamente adesi, condividono un’unica assise cellulare in cui non
esiste un piano di separazione propriamente detto.
La
naturale separazione del prepuzio dal glande, sebbene talora già
avvenuta alla nascita, più frequentemente si realizza nel corso dei
mesi e degli anni successivi determinando un graduale e progressivo
scollamento del prepuzio dal glande che permetterà, al termine di tale
processo, la naturale retrazione della pelle del prepuzio verso
l’addome. Le cellule epiteliali che rivestono il glande ed il prepuzio
vanno incontro ad un continuo processo di rinnovamento cellulare che
dura tutta la vita. Le cellule degenerate si accumulano, insieme con il
prodotto delle ghiandole sebacee situate in prossimità della corone del
glande (ghiandole di Tyson), sotto forma di "perle" biancastre
(cisti smegmatiche) che, man mano che il prepuzio si retrae, vengono
eliminate all’esterno.
La
scoperta di tali formazioni da parte dei genitori é, spesso, fonte di
ingiustificate preoccupazioni. Con il tempo e come conseguenza delle
spontanee erezioni che avvengono durante il sonno ed in coincidenza
delle minzioni, si realizza una completa, naturale ed atraumatica
separazione del prepuzio dal glande. Contemporaneamente la parte
ristretta del prepuzio va incontro ad una progressiva dilatazione.
Al
termine di questa serie di eventi, mediati dagli ormoni sessuali
maschili, sarà possibile ottenere una completa retrazione prepurziale
Il
prepuzio rappresenta una valida protezione per la mucosa del glande,
sottoposto all’azione irritante di urina e feci. Qualora venga
eseguito uno scollamento intempestivo delle adesioni balano-prepuziali
od una precoce circoncisione, tale funzione protettiva é persa. Il
glande del bambino non più protetto dal prepuzio é soggetto a continui
traumatismi derivanti dallo sfregamento con il pannolino. Ciò può
determinare la comparsa di infiammazioni della mucosa uretrale a livello
del meato urinario con successiva stenosi cicatriziale. Per assicurare
una corretta igiene del pene infantile nei primi anni di vita, qualora
sia già avvenuta la retrazione del prepuzio, é sufficiente il lavaggio
del glande con acqua, evitando , in eta’ successive anche oltre la
puberta’, l’accumulo di smegma, prodotto della desquamazione
cellulare e del secreto delle ghiandole sebacee
il
prepuzio potrebbe non retrarsi facilmente e precocemente e dunque é
importante capire che ciò accadrà presto e la mancata retrazione, in
un bambino che non sia stato sottoposto a manipolazioni del prepuzio,
non rappresenta un’anomalia che necessiti di un intervento terapeutico
e nulla ha a che vedere con la fimosi, alterazione cicatriziale della
porzione distale dl prepuzio. Studi statistici hanno dimostrato che la
retrazione é completa a sei mesi di vita nel 25% dei bambini, ad un
anno nel 50%, a due anni nell’80% ed a quattro anni nel 90%. Nel
restante 10% le adesioni si risolveranno in epoche successive senza che
ciò comporti la necessità di ricorrere a terapie chirurgiche.
La fimosi è l'impossibilità di far scorrere verso il basso
il prepuzio in modo da scoprire completamente il glande. Alla nascita la
fimosi è praticamente fisiologica e non bisogna forzare l'apertura del
prepuzio perché essa si risolve quasi sempre spontaneamente.
L'intervento è però necessario se
il problema persiste dopo i 3 anni. L’intervento correttivo del prepuzio è necessario anche
nel caso di balanopostiti ricorrenti (infezioni locali).
Prima di ricorrere all’intervento
e’ pero’ necessario accertare che non si tratti di aderenze
balano-prepurziali, fisiologiche nei primi anni di vita. La diagnosi differenziale tra fimosi e aderenze e’
fondamentale per decidere l’intervento chirurgico ed e’ appannaggio
del pediatra o del chirurgo pediatra . Nei casi dubbi si puo’ tentare
lo scollamento del prepuzio con pomate a base cortisonica .
La chirurgia plastica rimuove solo la parte del prepuzio
ristretta allargando la parte restante con una plastica a zeta che
prevede la creazione di piccoli lembi cutanei.
Oggi non si esegue quasi più la circoncisione
che lasciava definitivamente scoperto il glande e comportava un
inestetismo con effetti psicologici conseguenti. L'
intervento sia nel bambino che nell'adulto si esegue oggi in day-surgery
in anestesia locale ricorrendo all'uso di particolari creme
anestesiologiche.
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