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Problematiche ematologiche del neonato e del lattante « dott. Mario Pacella

Problematiche ematologiche del neonato e del lattante

Durante la prima settimana di vita, i disordini ematologici neonatali vengono diagnosticati mediante prelievo ematico da una vena o da una via di accessi centrale come un catetere; l’Ht ottenuto da sangue capillare del calcagno può essere più elevato del normale del 15%, in seguito all’impilamento del sangue nei capillari cutanei.
La pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso dopo il parto è considerevolmente più alta rispetto alla vita fetale. Come risultato, la produzione di eritropoietina è diminuita e la produzione di eritrociti quasi si arresta. Durante i primi 2-3 mesi, la concentrazione di Hb del bambino si abbassa gradualmente; questo abbassamento è giustificato dalla vita più breve dei globuli rossi neonatali (90 giorni contro i 120 giorni negli adulti). Questa normale riduzione dell’Hb è denominata anemia fisiologica del lattante, e non richiede trattamento. Quando la tensione di ossigeno tissutale si abbassa, raggiungendo un determinato livello, la produzione di eritropoietina si ristabilisce come anche la produzione di globuli rossi.
Il tasso di riduzione dell’Hb e il nadir del suo abbassamento sono maggiori nei prematuri detta anemia della prematurità. Questa condizione è principalmente dovuta al tasso di accrescimento molto elevato dei prematuri, in cui la volemia in espansione eccede rapidamente la massa eritrocitaria in diminuzione. Inoltre, i prelievi ematici per gli esami di laboratorio dei neonati prematuri malati aumenta la riduzione, che è più pronunciata nei bambini più immaturi. Il nadir della concentrazione di Hb viene spesso raggiunto in circa 6 sett. nei bambini nati pretermine, nella metà del tempo nei neonati a termine.
L’anemia è stata ritenuta responsabile di alcuni problemi comuni nei neonati pretermine, come tachipnea, tachicardia, acidosi metabolica, respiro periodico, apnea e insufficiente accrescimento ponderale. Tuttavia, gli studi che dimostrano il momento in cui diventa utile una trasfusione (Arch Pathol Lab Med, 124, 61-70, 2000) sono tanti e molte le linee guida: In Italia la SIN (Società italiana di Neonatologia ) ha elaborato le proprie linee guida usta nella maggioranza delle TIN.
http://www.neonatologia.it/upload/103.pdf
Il neonato, soprattutto gravemente prematuro riceve più trasfusioni per mantenere costanti i propri livelli emoglobinici.Negli ultimi anni, è stato evidenziato che i neonati prematuri stabilizzati vanno bene con concentrazioni di Hb a livelli di 8-10 mg/dl e sono state effettuate meno trasfusioni per abbassare al minimo il rischio di infezioni virali da trasfusione. Recentemente,l’eritropoietina somministrata ai bambini pretermine anemici,ha dimostrato di indurre una normale risposta del midollo osseo.
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L’anemia fisiologica del lattante o l’anemia della prematurità non sono causate dalla carenza di ferro, né rispondono alla somministrazione di ferro. Tuttavia, i neonati devono ricevere ferro supplementare se sono alimentati artificialmente. La loro formula deve contenere 2 mg di ferro elementare/kg/die. Altrimenti, i bambini pretermine consumano le loro riserve di ferro entro 10-14 sett. e i bambini a termine entro i 5 mesi. A meno che essi non abbiano ricevuto ferro con l’alimentazione, essi sviluppano allora una tipica anemia sideropenica ipocromica, microcitica.
Altra problematica è l’incompatibilità Rh (Rhesus) e l’incompatibilta’ di gruppo sanguigno ABO .