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Fimosi « dott. Mario Pacella

Fimosi

l pene é dotato di un rivestimento cutaneo che si estende dalla cute della regione pubica all’apice del glande. La porzione distale prende il nome di prepurzio. Quest’ultimo é costituito da due foglietti, uno esterno ed uno interno.

Il passaggio dall’uno all’altro avviene in corrispondenza del cosiddetto ostio prepuziale.

Nel corso dello sviluppo embrionale (VI-VIII settimana di gestazione), il prepuzio trae origine da una piega cutanea dorsale del fallo primitivo che estendendosi in modo circonferenziale si porta lateralmente sino a fondersi ventralmente per formare il frenulo.

Glande e prepuzio si sviluppano ed accrescono come un organo unico dalla stessa gemma epiteliale ectodermica. Alla nascita, la porzione distale del prepuzio e lo stesso ostio prepuziale sono ristretti e non permettono, nella maggioranza dei casi, la scopertura del glande.

La superficie mucosa del glande ed il foglietto interno del prepuzio, intimamente adesi, condividono un’unica assise cellulare in cui non esiste un piano di separazione propriamente detto.

La naturale separazione del prepuzio dal glande, sebbene talora già avvenuta alla nascita, più frequentemente si realizza nel corso dei mesi e degli anni successivi determinando un graduale e progressivo scollamento del prepuzio dal glande che permetterà, al termine di tale processo, la naturale retrazione della pelle del prepuzio verso l’addome. Le cellule epiteliali che rivestono il glande ed il prepuzio vanno incontro ad un continuo processo di rinnovamento cellulare che dura tutta la vita. Le cellule degenerate si accumulano, insieme con il prodotto delle ghiandole sebacee situate in prossimità della corone del glande (ghiandole di Tyson), sotto forma di “perle” biancastre (cisti smegmatiche) che, man mano che il prepuzio si retrae, vengono eliminate all’esterno.

La scoperta di tali formazioni da parte dei genitori é, spesso, fonte di ingiustificate preoccupazioni. Con il tempo e come conseguenza delle spontanee erezioni che avvengono durante il sonno ed in coincidenza delle minzioni, si realizza una completa, naturale ed atraumatica separazione del prepuzio dal glande. Contemporaneamente la parte ristretta del prepuzio va incontro ad una progressiva dilatazione.

Al termine di questa serie di eventi, mediati dagli ormoni sessuali maschili, sarà possibile ottenere una completa retrazione prepurziale

Il prepuzio rappresenta una valida protezione per la mucosa del glande, sottoposto all’azione irritante di urina e feci. Qualora venga eseguito uno scollamento intempestivo delle adesioni balano-prepuziali od una precoce circoncisione, tale funzione protettiva é persa. Il glande del bambino non più protetto dal prepuzio é soggetto a continui traumatismi derivanti dallo sfregamento con il pannolino. Ciò può determinare la comparsa di infiammazioni della mucosa uretrale a livello del meato urinario con successiva stenosi cicatriziale. Per assicurare una corretta igiene del pene infantile nei primi anni di vita, qualora sia già avvenuta la retrazione del prepuzio, é sufficiente il lavaggio del glande con acqua, evitando , in eta’ successive anche oltre la puberta’, l’accumulo di smegma, prodotto della desquamazione cellulare e del secreto delle ghiandole sebacee

il prepuzio potrebbe non retrarsi facilmente e precocemente e dunque é importante capire che ciò accadrà presto e la mancata retrazione, in un bambino che non sia stato sottoposto a manipolazioni del prepuzio, non rappresenta un’anomalia che necessiti di un intervento terapeutico e nulla ha a che vedere con la fimosi, alterazione cicatriziale della porzione distale dl prepuzio. Studi statistici hanno dimostrato che la retrazione é completa a sei mesi di vita nel 25% dei bambini, ad un anno nel 50%, a due anni nell’80% ed a quattro anni nel 90%. Nel restante 10% le adesioni si risolveranno in epoche successive senza che ciò comporti la necessità di ricorrere a terapie chirurgiche.

La fimosi è l’impossibilità di far scorrere verso il basso il prepuzio in modo da scoprire completamente il glande. Alla nascita la fimosi è praticamente fisiologica e non bisogna forzare l’apertura del prepuzio perché essa si risolve quasi sempre spontaneamente.

L’intervento è però necessario se il problema persiste dopo i 3 anni. L’intervento correttivo del prepuzio è necessario anche nel caso di balanopostiti ricorrenti (infezioni locali).

Prima di ricorrere all’intervento e’ pero’ necessario accertare che non si tratti di aderenze balano-prepurziali, fisiologiche nei primi anni di vita.  La diagnosi differenziale tra fimosi e aderenze e’ fondamentale per decidere l’intervento chirurgico ed e’ appannaggio del pediatra o del chirurgo pediatra . Nei casi dubbi si puo’ tentare lo scollamento del prepuzio con pomate a base cortisonica .

La chirurgia plastica rimuove solo la parte del prepuzio ristretta allargando la parte restante con una plastica a zeta che prevede la creazione di piccoli lembi cutanei.

Oggi non si esegue quasi più la  circoncisione che lasciava definitivamente scoperto il glande e comportava un inestetismo con effetti psicologici conseguenti. L’ intervento sia nel bambino che nell’adulto si esegue oggi in day-surgery in anestesia locale ricorrendo all’uso di particolari creme anestesiologiche.