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In aereo « dott. Mario Pacella

In aereo

Una delle domande più frequenti che vengono rivolte al pediatra è se il bambino anche piccolissimo, può volare. La risposta più immediata è “perché” questo bambino dovrebbe prendere un aereo? Ma noi , genitori, poniamo certe domande per avere determinate risposte , spesso dettate alle nostre esigenze.Dunque facciamo volare il pargolo, ma rispettiamo alcune regole , alcune dettate dal buon senso , altre dettate da problematiche oggettive legate al viaggio ed al microcosmo che si crea all’interno dell’aereomobile. Proviamo a fare un elenco di cose da fare e”non “ fare per far viaggiare i bambini in aereo.

Durante la prima settimana di vita è fortemente sconsigliato il volo aereo e , se il bambino e’ prematuro , nei primi due mesi di vita. Nei primi cinque mesi il volo va permesso solo se strettamente necessario. Se il bambino è affetto da cardiopatie, pneumopatie, patologie croniche o acute in atto, vanno valutati i rischi correlati.

Con l’altitudine il volume dell’aria diminuisce circa del 25-30% passando da 760 mmHg a 560 mmHg : ciò succede quando si sale in alta montagna oppure quando l’aereo e’ in fase di decollo e fino ad arrivare in quota. Le variazioni di pressione /volume dell’aria creano patologie dolorose a carico di organi poco comunicanti con l’esterno come orecchie (barosinusite acuta) e intestino (meteorismo in neonati con coliche gassose) Così anche la pressione parziale di ossigeno diminuisce da 160 mmHg a 100-120 mmHg , facendo scendere la saturazione dell’ossigeno nel sangue da 98% a circa 90%.

Per quest’ultima evenienza si può fare poco,se non usare le bocchette d’ossigeno per aumentare la saturazione di O2 se il bambino presenta sintomi come cefalea, tachicardia, letargia.
Per le variazioni di pressione si può far soffiare bene il naso al bambino,effettuare lavaggi nasali, usare decongestionanti nasali, antistaminici e/o cortisonici, se il bambino è allergico, far masticare un chewing gum o , nel bambino piu’ piccolo, far succhiare il succhiotto o far bere al biberon. Portare sempre un antidolorifico in supposte, con effetto più rapido.

In un aereo l’aria che respiriamo è riciclata e compressa con un completo ricambio ogni 2- 4 minuti. Ciò comporta la presenza di numerosi filtri per l’aria e di una manutenzione continua e molto efficiente dei filtri stessi. Inoltre l’immissione di quest’aria crea un flusso laminare e freddo. Dunque in uno spazio ristretto, come una cabina d’aereo , in posizione obbligata seduta , la concentrazione di virus e batteri è notevole, favorita anche da una scarsa umidità (circa il 20%), che favorisce secchezza delle mucose orali e faringee, e oculari con possibili infezioni.I bambini sono particolarmente soggetti, date le loro scarse competenze immunitarie, soprattutto i più piccoli.

Vista l’aria più fredda e secca, vestire il bambino a “cipolla”, sedersi in posti con meno cambiamenti di temperatura (lato corridoio), far bere il bambino per idratarlo e usare creme idratanti per la pelle.

Il fuso orario, o jat lag, si ha quando si passano quattro fusi orari ed è più evidente volando verso Est. Dovuto all’alterazione del ritmo dell’orologio biologico (alternanza luce- buio),può incidere sull’umore, sul ritmo sonno-veglia, sulla temperatura corporea, sullo stato di vigilanza.

Far dormire il bambino in volo, mantenere, all’arrivo i ritmi dei pasti e del sonno come il luogo di partenza, e infine la necessità di acclimatazione dopo l’atteraggio.

Il mal d’aereo (chinestosi), dovuta alle turbolenze, alle virate, alle fasi di atterraggio e di decollo è caratterizzato da sudorazione fredda, pallore, agitazione e vertigini. Dunque un atteggiamento rilassato e tranquillizzante verso il bambino è fondamentale.

Si possono somministrare antistaminici, prendere posto vicino alle ali , dove si sentono meno le sollecitazioni. Farlo guardare avanti, non deve leggere o giocare in fase di decollo, non fargli assumere bevande eccitanti come thè o simili.

Per il rumore : preferire posti in coda per i bambini più piccoli che possono così dormire.

La posizione seduta comporta una stasi circolatoria ,anche nel bambino. Sono più a rischio soggetti con obesità, policitemia, scompensi cardiaci, traumi o fratture recenti che hanno richiesto un’ingessatura.

Il bambino non deve dormire raggomitolato, deve cambiare spesso posizione, anche da seduto, oppure camminare lungo il corridoio.

L’alimentazione è importante. Prima del volo il bambino non deve assumere bevande gassate o alimenti meteorizzanti,,ma pasti leggeri ricchi di carboidrati e vitamine e Sali minerali. Deve bere spremute e bevande zuccherate.

Portare giochi e libri graditi al bambino per fargli passare il tempo e distrarlo dal volo. Il sonno, come detto molto importante, va alternato al movimento ed al gioco.

Non sottoporre il bambino,stressando il concetto espresso all’inizio dell’articolo, a viaggi inutili legati a vostre esigenze e non alle sue: l’esposizione alle radiazioni , aumentate dalla latitudine (maggiore esposizione sulle rotte polari)e dall’altitudine (maggior esposizione proporzionata con una maggior altezza del volo di crociera) corrispondono per un viaggio aereo di 5/6 ore a sottoporre il bambino ad una radiografia del torace.