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Dolori Addominali Ricorrenti « dott. Mario Pacella

Dolori Addominali Ricorrenti

 

 

 

I Dolori Addominali Ricorrenti (DAR) sono

definiti da dolori addominali parossistici,

con ricorrenza almeno mensile, per almeno

tre mesi consecutivi, della durata usualmente

inferiore alle tre ore e tali da modificare

le normali attività del bambino. (Asley ,1975)

L’età tipica dei DAR è l’età scolare. I DAR

hanno una incidenza che aumenta con

l’età, con massima frequenza in età prepuberale.

A questa età, nella femmina,

l’incidenza si avvicina al 15%, e nel maschio

al 10%. Meno del 10% di questi (1%

della popolazione generale) presenta una

causa organica.

 

Etiologia

 

Le Cause organiche rappresentano meno

del 10% di tutte le cause, ma devono sempre

essere considerate ed escluse prima di

proporre una diagnosi funzionale.

 Una lista delle cause organiche sono riportati di seguito:

 

TRATTO GASTROINTESTINALE

Stipsi cronica

Intolleranza al lattosio

Parassiti intestinali

Eccesso fruttosio-sorbitolo

Malattia di Crohn

Ulcera peptica

Esofagite

Diverticolo di Meckel

Gastrite da Helicobacter

Pancreatite ricorrente

Appendicite acuta

 

TRATTO GENITOURINARIO

Infezione urinaria

Calcoli

Idronefrosi

 

 

Cause funzionali caratterizzate.

 I DAR funzionali costituiscono un gruppo ben caratterizzato sul piano sintomatologico, ma

senza possibilità di diagnosi positiva nella

pratica clinica. In realtà in questi pazienti,

con metodi sofisticati (appunto non alla

portata della routine clinica), si possono

dimostrare delle alterazioni del transito intestinale, della quantità di gas o dell’ipereccitabilità gastro-intestinale ecc. Si tratta bambino più grande, e sono caratterizzate

dai seguenti quadri clinici ben distinti e noti

a tutti i pediatri.

 

Sindrome del colon irritabile. Questa sindrome

è caratterizzata da dolore o malessere

intestinale continuo o ricorrente, che si

risolve con la defecazione, o comunque è

associato alla modificazione della frequenza

delle scariche, o alla consistenza delle

feci. La sintomatologia dolorosa deve associarsi

ad almeno due dei seguenti segni o sintomi: alterata frequenza delle feci, alterata

caratteristica delle feci, scariche mucose

e flatulenza o sensazione di distensione

addominale.

 

Dispepsia non ulcerosa. È caratterizzata

da dolore persistente e/o ricorrente nei

quadranti addominali superiori su base

funzionale (o organica, ma la regola è

sempre la stessa, e cioè bisogna sempre

prima escludere l’organicità). Le forme funzionali

di dispepsia non ulcerosa possono

presentarsi con le seguenti caratteristiche:

“ulcer-like”, cioè con dolore che si risolve

mangiando o con gli antiacidi e che

può risvegliare il paziente;

“dismotility-like”, cioè con senso di ripienezza

gastrica, nausea e sazietà precoce.

 

Emicrania addominale, o vomito ciclico, o

sindrome periodica. Sebbene questo tipo

di disturbo non sia formalmente compreso

nel modello biopsicosociale e clinico proposto

per i DAR  è

fuori di dubbio che tra i DAR debba

essere compresa anche questa condizione.

Riguarda il 4% della popolazione pediatrica

(nell’adulto diventerà cefalalgica) ed è

caratterizzata da episodi ricorrenti parossistici

di dolore addominale, eventualmente

associato a nausea e/o vomito (vomito ciclico)

con benessere completo fra gli episodi,

in assenza di altre cause dimostrabili e

con storia familiare di emicrania nei parenti

di primo grado.

 

Cause funzionali aspecifiche. Si tratta di

un gruppo eterogeneo, senza substrato organico

e non identificabile nelle categorie

funzionali soprariportate. Il modello biopsicosociale

soprariportato aiuta a comprendere

le molteplici componenti (intrinseche

ed estrinseche) che possono giocare un

ruolo nel determinismo della sintomatologia.

In questa categoria non sempre è facile

distinguere fra la natura funzionale dei

sintomi e la somatizzazione. Usualmente

nelle situazioni di somatizzazione la disabilità

e la richiesta di aiuto sono molto più

pronunciate.

 

 

Nei bambini con DAR senza causa organica….

 

Nei DAR senza base organica, nel modello medico tradizionale, che tende a ricercare le cause organiche dei sintomi, il non trovare una causa organica può equivalere a porre delle etichette “psicologiche” o “psisomatiche”

o addirittura a negare la veridicità del problema. Ci si rifà, oggi, a un modello biopsicosociale; in questo modello interpretativo l’attenzione non è tanto rivolta alle “malattie” in sé ma al “malessere“ delle persone. Il malessere della persona può originare da una causa organica, funzionale, psicologica, essere l’espressione di una somatizzazione, di un problema evolutivo, di un’alterata relazione psicosociale o essere

un misto di più cause. I sintomi gastro-intestinali sono ricondotti a un’alterazione dell’asse “cervello-intestino”, rappresentato a sua volta dalle strette interconnessioni del sistema nervoso enterico con quello centrale. Queste vie nervose sono bidirezionali: da una parte portano afferente sensitive e dall’altra funzioni motorie,

e a sua volta possono essere sotto il controllo dei centri superiori. L’iperalgesia primitiva può essere secondaria a uno stimolo infiammatorio a partenza dall’intestino, ma può anche semplicemente originare dall’ipersensibilizzazione dei nocicettori

attivati da stimoli subliminari (allodinia) e

magari ampliata dall’attivazione di rimando

delle fibre motorie. L’iperalgesia secondaria

non trova peraltro nemmeno la sua origine nell’intestino, ma in qualsiasi punto al disopra dell’afferenza nervosa al midollo spinale. Tutto questo per dire che i DAR devono essere valutati tenendo conto del bambino (e del suo ambiente) nel suo complesso.

 

 

Diagnosi

 

Esami ematochimici utili:

 

Emocromo, indici di flogosi (VES, PCR)

Esame urine

Ricerca sangue occulto fecale

Esame parassitologico delle feci

Breath test al lattosio o dieta ex adiuvantibus (nelle situazioni assimilabili al colon irritabile

e comunque su indicazione clinica specifica); in realtà l’intolleranza al lattosio è

quasi sempre anamnesticamente certa

Ecografia addominale: serve solo se è “mirata”

Anticorpi anti-Helicobacter:: possono avere qualche ragionevolezza

nelle forme dispeptiche con dolore ulcer-like

EMA: ricevono significato se si ricerca la celiachia

Got, Gpt (transaminasi), amilasi (nel dolore epigastrico)

 

 

 

Sintomatologia e terapia dei DAR

 

Dolori crampiformi, più spesso in sede ombelicale o epigastrica,prevalenti durante le ore del giorno,intervallati da periodi intercritici del tutto asintomatici.Questi bambini hanno , normalmente, una curva di crescita regolare,e obbiettività negativa.

 

Il primo passo è quello di escludere ragionevolmente la natura organica della sintomatologia.

Importanti sono i cosiddetti  “campanelli di allarme”, cioè segni o sintomi

che devono portare a considerare la natura

organica dei sintomi.

 

Questi sono i “campanelli di allarme”:

 

• Perdita di peso

• Anoressia

• Modificazioni dell’alvo

• Dolore al di fuori della sede periombelicale e localizzato

• Dolore irradiato alla schiena, spalla, ecc.

• Dolore tale da risvegliare il bambino di notte

• Associazione con uno o più dei seguenti segni o sintomi:

– vomito

– poliuria

– disuria

– problemi mestruali

– febbre

• Storia familiare altamente significativa

• Alterazione degli esami del sangue e/o delle urine

• Presenza di sangue occulto nelle feci.

 

I DAR organici , essendo infrequenti, rispondono comunque alla terapia della patologia di base.

I Dar funzionale .La prima cosa è rassicurare famiglia e paziente.

Un colloquio affrofondito con i genitori per approfondire la natura benigna dei dolori, le caratteristiche di fugacità della sintomatologia.

Nei casi più complessi, con turbe del comportamento e del carattere, il ricorso allo psicoterapeuta può essere necessario.

 

“ I campanelli d’allarme” , cioè i segni e i sintomi, ci devono portare a considerare la natura organica dei segni una gastroduedonoscopia dovrà essere considerata solo nelle forme con dolore epigastrico o comunque nei quadranti addominali superiori, in

associazione a segni o sintomi suggestivi di

malattia organica quali perdita di peso, anoressia e/o anemia, in associazione a una morbilità significativa, quali prolungate assenze da scuola, ripetute ospedalizzazioni, limitazione delle usuali attività quotidiane.

Un’ulteriore indicazione alla scopia potrà

essere la non risposta all’ex adjuvantibus

con un antiacido.

Poste queste premesse, si formulerà una

diagnosi dettagliata (anche funzionale) se

possibile, si eviteranno le “etichette psicologiche”, e si ricorrerà il meno possibile a farmaci con effetto placebo. Nel colon irritabile

con diarrea potrà essere proposto un anticolinergico (loperamide, cimetropio bromuro), eventualmente associato alla colestiramina.

Si dovrà insegnare al paziente a

mangiare lentamente, a evitare dolcificanti

del tipo sorbitolo e fruttosio, a evitare legumi

e chewing gum, e si potrà proporre l’ex

adjuvantibus con dieta priva di lattosio.

Nelle forme con stipsi si potrà aumentare

l’apporto di fibre, somministrare un lassativo

osmotico, eventualmente associato alla

cisapride. Nella dispepsia non ulcerosa dovranno

essere sospesi eventuali farmci che possono aggravare la sintomatologia, dovranno

essere eliminati gli irritanti aspecifici

(spezie e caffeina), saranno proposti pasti

piccoli e frequenti. Potrà essere proposto

l’ex adjuvantibus con un antiacido. La cisapride

potrà essere proposta nelle forme con

“senso di ripienezza” gastrica, e la metoclopramide nelle forme con nausea. Nell’emicrania addominale (quando si manifesta

come vomito ciclico) può essere proposto un

antiemetico (metoclopramide), anche per

via parenterale all’inizio della crisi, magari

associato all’analgesico per via rettale (paracetamolo, ibuprofene) se prevale la sintomatologia dolorosa. Nelle forme di emicrania addominale particolarmente ricorrenti

(> 1 episodio/mese) possono essere usati

alternativamente la ciproeptadina, il propanolo

o il pizotifene come terapia di fondo a scopo preventivo. Il paziente (e i suoi familiari)

con DAR funzionali dovrà comunque essere rassicurato sulla sostanziale benignità dei sintomi, e dovrà essere stimolato a svolgere le normali attività. Sarà utile stabilire

un programma di controlli periodici non

ostacolando l’eventualità di un consulto specialistico.

 

 

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