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Tosse « dott. Mario Pacella

Tosse

 

     La Tosse nel bambino

 

 

 

 

 

La tosse costituisce un meccanismo di difesa per espellere dalle vie aeree secrezioni in eccesso e materiale estraneo, tuttavia quando assume carattere continuo e violento, la tosse diviene un sintomo estremamente fastidioso. Libera, cioè, le vie aree da una accumulo di muco, dalla presenza di bolo alimentare che non prenda la via dell’esofago o dalla presenza di sostanze irritanti per la mucosa. Numerose sono le patologie, di varia gravità, che possono presentare tosse come sintomo principale o secondario. Indipendentemente dalla causa che la determina, la tosse è un riflesso  vagale. Pertanto la tosse è tipicamente evocata dalla stimolazione di recettori situati a livello della laringe e dell’albero tracheo-bronchiale. Poiché, tuttavia, le terminazioni sensoriali del vago possono innervare anche distretti extra-respiratori, non è raro osservare la presenza di tosse anche in corso di patologie non respiratorie. La tosse è un riflesso di difesa delle vie aeree costituito, come tutti i riflessi, da una via afferente, rappresentata, appunto, dal nervo vago, da un centro di integrazione bulbo-pontino, e da una via efferente somatica. E’ interessante notare come numerose evidenze sperimentali indichino che la stimolazione dei recettori vagali situati a livello del polmone profondo non provochi tosse bensì altre risposte riflesse di tipo cardio-respiratorio. Recettori per la tosse sono stati individuati anche in altri siti anatomici, dotati di innervazione vagale, quali la membrana timpanica, il canale uditivo, e il tratto digerente superiore.

I recettori implicati nella genesi della tosse sono polimodali, in quanto possono essere attivati da stimoli di natura diversa: irritanti meccanici e chimici, mediatori dell’infiammazione, materiale endoluminale, ed eventi meccanici che comportano ampie modificazioni del volume polmonare e/o variazioni conformazionali della parete bronchiale.

 

La tosse è uno dei sintomi di più frequente riscontro in pediatria: questo sintomo colpisce fino al 25% dei bambini in età scolare e prescolare e rappresenta la causa principale delle visite ambulatoriali.

La tosse puo’ essere prevalentemente acuta e cronica, secca e stizzosa oppure catarrale e produttiva.

Se la tosse è abbaiante e secca può trattarsi di una infiammazione della laringe, provocata in genere da virus.

Se però questo tipo di tosse è accompagnata da febbre alta (> 39° C), difficoltà respiratoria e compromissione dello stato generale potrebbe trattarsi  di una grave forma di  epiglottidite acuta provocata da un germe di nome Haemophilus Influaence.

La tosse catarrale, insistente, prevalentemente notturna o al risveglio, molto frequente in età pediatrica, è associata ad infezioni delle vie aeree superiori: infatti quando il Bambino è disteso le secrezioni si accumulano e la tosse peggiora.

La tosse “convulsa”, cioè una successione di colpi di tosse secca seguiti da “urlo inspiratorio”, è tipica della Pertosse.

La tosse secca con sibili e fischi, spesso accompagnata da affaticamento respiratorio, è presente nell’asma e può essere scatenata dall’esercizio fisico o da allergeni tipo Acari. E’ la tosse legata alla conseguenza di un’intolleranza o di una vera e propria allergia.

 

Comunque in tutte le fasce di età pediatrica la causa più frequente di tosse acuta è rappresentata dalle infezioni vitali a carico delle vie aeree superiori, in particolare quelle causate da Virus Respiratorio Sinciziale, Rinovirus, Adenovirus e Virus Parainfluenze. Durante queste infezioni, la tosse si manifesta in maniera stizzosa, è secca o scarsamente produttiva e si accompagna a sintomi generali (febbricola, astenia), ostruzione nasale o rinorrea. Generalmente la tosse tende a risolversi spontaneamente in una o due settimane. Tuttavia, particolarmente nei bambini in età scolare, queste infezioni possono recidivare anche 6-8 volte l’anno, specie durante il periodo invernale, causando episodi acuti di tosse ricorrente che possono in seguito trasformarsi in forme croniche, persistenti. Di regola, un bambino che manifesta tosse secca da meno di 3 settimane e che presenta con segni e sintomi di un’infezione virale delle vie aeree superiori, non necessita di accertamenti diagnostici se non concomitano altri reperti obbiettivi o importanti sintomi sistemici. Al contrario, nel caso di febbre elevata e di reperti patologici all’esame obbiettivo del torace, quali un’alta frequenza respiratoria > di 25-30 atti il minuto o la presenza di rumori respiratori accessori, è necessario eseguire indagini diagnostiche di approfondimento esami ematochimici, ricerca di anticorpi specifici verso agenti infettivi, radiografia del torace per escludere la presenza di un’eventuale patologia broncopolmonare dovuta ad un’infezione batterica.

 

Cause meno frequenti di tosse acuta sono rappresentate dall’inalazione accidentale di corpi estranei e dall’esposizione ad agenti irritanti ambientali, in particolare al fumo passivo di sigaretta. La tosse cronica o persistente rappresenta non solo motivo di preoccupazione per i genitori, ma è anche una causa rilevante di disturbo nella vita del bambino. Nella tabella sono riportate le principali cause di tosse cronica che possono presentarsi con frequenza differente nella prima infanzia, in età prescolare e scolare. Generalmente, le cause più frequenti di tosse cronica, considerando tutte le fasce di età pediatriche, sono rappresentate dalle infezioni delle vie aeree superiori ed inferiori, dall’asma bronchiale, dalle patologie che determinano rinorrea posteriore (rinite acuta e cronica, allergica, vasomotoria, sinusite acuta e cronica, poliposi nasale) e dalla malattia da reflusso gastro-esofageo.

 

Cause di tosse cronica o persistente in relazione all’età del bambino  
Prima infanzia Età prescolare Età scolare ed adolescenziale
(1 anno) (2-5 anni) (5-15 anni)  
Infezioni  (Virali,  da  Chlamydia Infezioni (Virali, da Mycoplasma Infezioni (Virali, batteriche, da
Trachomatis, Bordetella Pertussis) Pneumoniae, Bordetella Pertussis) Mycoplasma Pneumoniae)  
  Asma bronchiale

Asma bronchiale

 
Malformazioni congenite ( a carico delle vie aeree, del cuore o dei vasi sanguigni)    
Discinesia ciliare RGE RGE  
Fibrosi cistica Rinorrea posteriore Rinorrea posteriore  
Bronchiectasie Inalazione di corpi estranei Esposizioni ad irritanti ambientali  
Patologie da aspirazione e da RGE Esposizione ad irritanti (fumo) Cause psicogene  
  Fibrosi cistica Fibrosi cistica  
  Bronchiectasie Neoformazioni mediastiniche benigne e masligne

 

Poiché la tosse è un riflesso naturale protettivo, sopprimerlo può avere effetti deleteri, specialmente se la tosse è produttiva. Inoltre, la tosse può richiedere cure specifiche. Queste devono essere indirizzate il più possibile alla causa. I farmaci che sopprimono la tosse come la codeina o il destrometorfano sono prescritti di consueto. Altre terapie possono mirare a sedare un’infiammazione delle vie respiratorie o favorire ad espettorare il muco.

I farmaci soppressori della tosse a livello centrale sono la codeina e il destrometorfano. Essi vanno sempre usati con molta oculatezza nei bambini per i quali si preferisce il destrometorfano, farmaco simile alla morfina ma senza effetti sedativi e analgesici. Gli effetti indesiderati di questi due farmaci sono essenzialmente legati ad un loro sovradosaggio e consistono, per il destrometorfano, in euforia e agitazione, mentre per la codeina, anch’essa derivata dalla morfina, depressione respiratoria aggravata spesso dalla contemporanea somministrazione di paracetamolo, entrambe farmaci metabolizzati dal fegato la cui attività enzimatica, nel bambino, è inferiore rispetto all’adulto.

Molto più usati, nei bambini, sono i mucolitici e gli espettoranti. Tra gli espettoranti si usa la guaifenesina che riduce l’adesività del muco e lo fluidifica facilitandone l’espulsione; tra i mucolitici si usa più frequentemente l’acetilcisteina che riduce la viscosità del muco modificando la sua composizione molecolare. Tali farmaci, usatissimi anche in pediatria, non sono esenti da effetti collaterali, soprattutto se usati in contemporanea con antibiotici come eritromicina e ampicillina.