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Pappa lattea nello svezzamento « dott. Mario Pacella

Pappa lattea nello svezzamento

 

Le più avanzate linee guida escludono l’uso delle pappe o farine lattee nello svezzamento, soprattutto come pasto di inizio del divezzamento o come preparazione allo stesso, e ciò per varie ragioni.

La prima e più importante è di ordine educativo, in quanto il divezzamento dovrebbe rappresentare il primo e più importante momento per fare educazione alimentare al bambino, e dovrebbe servire ad insegnargli ad esempio che esistono due tipologie di gusto principali, quella dolce (il latte) e quella sapida (le pappe); sostituire un pasto dolce (di latte) con un altro pasto dolce (la pappa lattea) non raggiuge il risultato desiderato per far capire al bambino questa differenza.
La seconda ragione è di tipo allergologico: la maggior parte delle pappe lattee contengono latte vaccino intero, o parzialmente scremato, e ciò va contro quanto affermato dal OMS (rganizzazione Mondiale della Sanita’), ovvero che l’uso di latte vaccino (intero, chiaramente , e non parzialmente scremato), non va somministrato almeno fino all’anno di vita, almeno nei paesi industrializzati, per la possibile insorgenza di allergie alle preteine del latte vaccino e consigliato l’aallattamento materno il piu’ possibile o almeno fino a sei mesi di vita.
La terza ragione è di ordine pratico: spesso, sia per indicazioni erronee dei pediatri, sia per errori di chi prepara la pappa, queste farine vengono ricostituite diluendole con il latte artificiale o vaccino, con un ovvio raddoppio dei nutrienti forniti!
La quarta è di ordine igienico: come tutte le formulazioni in polvere contenenti latte, vi è un elevato rischio di contaminazione batterica già dopo pochi giorni dall’apertura della scatola, (spesso vengono aperte e utilizzate , per lo scarso uso, per un periodo di tempo lungo) e la stessa OMS ha affermato che tale rischio non è solo teorico, ma anzi estremamente reale, e dunque che a tutti i prodotti di questo genere si dovrebbero preferire le corrispondenti (quando esistono, e non è il caso delle pappe lattee) formulazioni liquide.
Le strategie di divezzamento che includono l’uso delle pappe latte non fanno parte della tradizione italiana, basata sulla dieta mediterranea, ma di scuola mittel-europea (scuola di Ettore Rossi, di Berna), dunque meglio “prepararare” all’uso del chucchiaino con la frutta , gia’ al terzo mese e poi al successivo divezzamento “salato” con le pappe.