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Alitosi « dott. Mario Pacella

Alitosi

L’alito cattivo è un fenomeno di frequente riscontro nei bambini, dai piccolissimi ai più grandicelli che spesso preoccupa i genitori.
A differenza degli adulti, però, spesso nasconde situazioni non molto complicate dal punto di vista clinico che il più delle volte possono essere individuate e risolte con qualche accortezza e qualche consiglio.
Solo in poche situazioni è necessario parlarne con il proprio pediatra che aiuterà la famiglia nella ricerca della causa e nella risoluzione del problema.

Partendo dai più piccoli un alito diverso dal solito può presentarsi nei neonati e nei lattanti che rigurgitano frequentemente: il rigurgito potrebbe essere provocato dal reflusso gastroesofageo dovuto a un malfunzionamento del cardias una valvola fra l’esofago e lo stomaco; il più delle volte si tratta di un fenomeno passeggero destinato a risolversi spontaneamente con la crescita (il sintomo può essere migliorato con l’aiuto di latti “anti-rigurgito” eventualmente prescritti dal pediatra).
Solo in pochi casi è necessario ricorrere ad esami particolari per studiare l’entità del reflusso.

L’eruzione dei primi dentini può essere altra causa di cattivo odore dell’alito; l’infiammazione delle gengive associata al ristagno e alla fermentazione dei residui alimentari può essere all’origine dell’alito sgradevole. In questi casi occorre far bere un po’ d’acqua al bambino dopo il pasto e pulirgli la bocca con una garzina bagnata.

Nei bambini più grandi anche un dente cariato determina spesso alitosi in quanto i batteri presenti sul dente favoriscono la fermentazione degli zuccheri e l’infiammazione delle gengive.
Una corretta igiene orale (spazzolino, dentifricio a partire dai tre anni di età, filo interdentale ecc), e la cura dei denti cariati (il dente cariato va sempre curato e preservato, anche se destinato a cadere, in quanto è necessario per la corretta eruzione dei denti permanenti) sono elementi indispensabili per la salute dei denti e , di conseguenza, per eliminare cattivi odori.

Le infiammazioni ed infezioni delle alte vie aeree (raffreddore, mal di gola , sinusite) provocano alitosi per la presenza di secrezioni mucose, muco-purulente nel naso, nei seni paranasali,nel faringe; essendo quindi conseguenza di una infezione va da sé che il problema si risolte curando le malattie di cui abbiamo detto sopra.

Una delle cause più frequenti di alitosi nel bambino è l’accumulo di corpi chetonici nel sangue (c.d. acetone). E’ tipico nei bambini fra i 18 mesi e 5 anni e tende a regredire spontaneamente dopo gli 8-9 anni.
Digiuno prolungato, squilibri dietetici, gastroenterite, febbre, notevole lavoro muscolare, stress, aumentano le richieste energetiche, le scorte di zuccheri nell’organismo diminuiscono e vengono mobilitati i depositi di grassi da trasformare in zuccheri per produrre maggior energia di cui si ha bisogno; nel corso di questo processo metabolico vengono, però, prodotte sostanze di scarto chiamate corpi chetonici che vengono eliminate dai reni con la pipì e dai polmoni con l’aria espirata che assume il caratteristico odore di mele mature (alito acetonemico).
Il sintomo più importante in caso di acetone è il vomito che può accompagnarsi a pallore, nausea, mal di pancia, mal di testa, la lingua si presenta asciutta con una patinatura biancastra. In alcuni bambini il vomito non è secondario ad una malattia , si ripresenta periodicamente, può durare alcune ore o anche qualche giorno ed è la causa stessa di acetone (vomito ciclico con chetosi).
In caso di una crisi acetonemica è necessario somministrare al bambino bevande zuccherate, fredde, a piccoli sorsi distanziati (camomilla, thè deteinato ecc.) in modo da fornire gli zuccheri necessari reidratando nello stesso tempo il bambino; non bisogna sospendere la normale alimentazione preferendo, però, cibi solidi o semisolidi ricchi di carboidrati (pastina, crema di cereali, patate, riso, semolino) ed eliminando per alcuni giorni alimenti ricchi di grassi come latte, yogurt, formaggi.

Quando rivolgersi al Pediatra

Ci sono delle situazioni, infine, in cui bisogna rivolgersi al pediatra. In caso di febbre alta e acetone con vomito, sonnolenza, dolori addominali, inappetenza (potrebbe essere necessario prescrivere qualche farmaco antiemetico e cure reidratanti).
In caso di alitosi secondaria a tonsillite, sinusite, gengivite (potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica o antivirale specifica). In caso di alitosi, sete intensa, calo di peso ed eccessiva pipì; questi disturbi potrebbero essere legati ad una malattia più seria da diagnosticare e curare in modo adeguato.