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Il Latte « dott. Mario Pacella

Il Latte

l latte artificiale e’ un derivato del latte vaccino, prodotto sia in formulazione liquida ,sia nella più usata formulazione in polvere.
I latti artificiali vengono distinti in latte di tipo 1 o di partenza (da 0 a 4/6 mesi) e latte di tipo 2 o di proseguimento (da 6 mesi all’anno di vita).
La composizione dei latti per l’infanzia (fino all’anno di vita) è strettamente regolamentata da una direttiva CEE (1), corrispondente in Italia al Decreto Ministeriale (DM) n. 500 del 6 aprile 1994 (2]) e dal DM n. 518 del 1 giugno 1998 (3), in linea ideologica con le raccomandazioni dell’ ESPGHAN (European Society of Pediatric Gastroenterology and Nutrition)(4]) e del Codex Alimentarius prodotto da Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite (5), che forniscono un elenco dettagliato dei nutrienti da utilizzare nei latti artificiali e ne stabiliscono la quantità.

Esistono poi latti speciali, che vengono prescritti su indicazione medica per :

 Neonati pretermine (latti addizionati di micronutrienti e componenti specifiche);

neonati e lattanti con intolleranze gravi alle proteine del latte vaccino (idrolisati proteici);

neonati affetti da patologia congenita come la Galassosemia che, nella sua variante classica, determina una intolleranza totale al lattosio.

Esistono latti commercializzati per patologie minori (Reflusso gastroesofageo) o problematiche ricorrenti (stipsi, coliche)

 Latti di soia

La possibilità di sviluppare una intolleranza anche alle proteine della soia (8-14% dei casi), gli studi sulle conseguenze a lungo termine di una dieta basata esclusivamente sul latte di soia sono ancora contraddittori.
Nei casi di enteropatia indotte dalle proteine del latte vaccino il suo uso è sconsigliato per l’alta frequenza (fino al 60%) di una concomitante ipersensibilità alle proteine della soia. Nei bambini ad alto rischio di allergie e intolleranze alimentari il suo impiego a scopo profilattico o preventivo non è efficace, l’incidenza di manifestazioni allergiche o di intolleranze rimane infatti invariata.
In conclusione, l’alimentazione esclusiva del neonato con latte di soia senza una valutazione medica non è consigliata (6)  

Latti AR
I rigurgiti e il reflusso gastroesofageo sono comuni nei primi mesi di vita; scompaiono solitamente entro il primo anno con la maturazione del meccanismo sfinteriale esofageo e, in assenza di altri sintomi, non richiedono interventi dietetici o farmacologici.
La malattia da reflusso gastroesofageo (quando il reflusso si accompagna a difetti di crescita, esofagite, disfagia, sintomi respiratori) richiede una diagnosi tesa a  valutere la terapia più appropriata. Gli studi clinici sui latti ispessiti (con farina di riso o gomma di carrube) sono pochi e la prescrizione di questi latti e’ individuata dal pediatra di caso in caso.

La terapia di provata efficacia è quella farmacologica, rappresentata dai farmaci soppressori dell’acidità gastrica (inibitori della pompa protonica o bloccanti i recettori istaminici H2) (9)

Latti HA

Inpropriamenti  denominati latti ipoallergenici  in cui le proteine vaccine sono state frammentate in proteine più piccole, per diminuire la possibilità di una reazione allergica alle proteine del latte. Attenzione: questi prodotti hanno un contenuto in proteine vaccine ancora discretamente elevato e potrebbero non essere adatti a bambini già allergici

Idrolosati Proteici

Gli “idrolisati spinti” si chiamano così perché le loro proteine hanno subito un processo di idrolisi mediante trattamento al calore, idrolisi enzimatica, processo post-idrolisi di ultrafiltrazione. In questo modo contengono 80-100% di peptidi con peso molecolare inferiore ai 1500 Dalton, cioè frammenti proteici incapaci di dare reazioni in vitro ed in vivo. Per i bambini non allattati al seno con manifestazioni allergiche alle proteine del latte vaccino (APLV), la cui prevalenza è molto bassa (2-3%) [6], il trattamento efficace è rappresentato dagli idrolisati proteici ,non considerati formule per l’infanzia, ma alimenti speciali utilizzabili per scopi medici specifici (7). Gli idrolisati parziali invece non hanno alcuna efficacia e non devono essere utilizzati per il trattamento di questi bambini, poiché provocano reazioni allergiche significative in una percentuale di casi ritenuta elevata (6,7).
Per quanto riguarda invece la prevenzione dell’allergia nei neonati ad alto rischio di atopia (cioè con almeno un parente di primo grado con comprovata allergia), linee guida internazionali raccomandano l’allattamento al seno esclusivo e prolungato, la cui utilità nel prevenire lo sviluppo di malattie allergiche nel bambino è stata dimostrata (6,7).
Solo nel caso in cui il bambino a rischio non possa essere allattato al seno, ESPGHAN indica l’utilizzo di idrolisati rispetto alle formule tradizionali, unitamente alla non esposizione a cibi solidi prima dei 4 mesi di età (7).

Gli idrolisati parziali si ottengono con metodiche enzimatiche e di ultrafiltrazione molto diverse l’una dall’altra; la formula che ne risulta può avere un contenuto proteico estremamente variabile in quantità e qualità, con differenti caratteristiche nutrizionali ed antigeniche (capacità allergizzante) (8).

Bibliografia

  1. Direttiva 91/321/CEE della Commissione, del 14 Maggio 1991, sugli alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento – G.U. 4 luglio 1991, n.175
  2. Decreto Ministeriale 6 Aprile 1994, n.500 – G.U. 13 Agosto 1994, n.189
  3. Decreto Ministeriale 1 Giugno 1998, n.518- G.U. 22 Aprile 1999, n.93
  4. ESPGAN Committee on Nutrition. Guidelines on infant nutrition. III. Recommendations for infant feeding. Acta Paediatr Scand Suppl 1982;302:1-27
  5. Food and Agriculture Organization of United Nations/World Health Organization. The Codex Alimentarius. Codex standard or infant formula. Codex Stan 72-1981. Roma: FAO; 1981
  6. AmericanAcademyof Pediatrics: Committee on Nutrition. Hypoallergenic Infant Formulas. Pediatrics 2000;106:346-9
  7. Host A et al. Dietary products used in infants for treatment and prevention of food allergy. Joint Statement of the European Society for Paediatric Allergology and Clinical Immunology (ESPACI) Committee on Hypoallergenic Formulas and the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. Arch Dis Child 1999;81:80-4
  8. European Commission. Report of the Scientific Committee on Food on the Revision of Essential Requirements of Infant Formulae and Follow-on Formulae.Bruxelles,Belgium: COMEUR; 2003
  9. McPherson V,Wright ST,BellAD. Clinical inquiries. What is the best treatment for gastroesophageal reflux and vomiting in infants? J Fam Pract 2005;54:372-5