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Prematuri e il Ritorno a Casa « dott. Mario Pacella

Prematuri e il Ritorno a Casa

I neonati che nascono prima della trentasettesima settimana di gravidanza vengono considerati “prematuri”. La prematurità rappresenta, dopo le anomalie congenite, la seconda causa più importante di mortalità infantile. La somministrazione prenatale di steroidi, la terapia con surfattante ed i miglioramenti avvenuti nelle tecniche di terapia intensiva hanno tuttavia migliorato in maniera radicale gli outcome dei neonati prematuri. I neonati che sono stati ricoverati in unità di terapia intensiva neonatale presentano spesso problemi medici complessi, e possono richiedere un’assi-stenza specialistica di follow-up prolungata. La displasia broncopolmonare o altre patologie polmonari croniche, apnee e bradicardia, criptorchidismo, reflusso gastroesofageo, sindrome della morte improvvisa neonatale, ventricolomegalia e patologie cerebrali come leucomalacie periventricolari e emorragia intraventricolari, le ernie sono più frequenti tra i neonati prematuri rispetto a quanto descritto nei neonati a termine.Negli Stati Uniti un numero sempre più elevato di neonati nasce prematuro. Per il National Center for Health Statistics la prematurità riguarderebbe all’incirca il 13% delle nascite. In Italia le percentuali sono più basse: sono circa 30 mila i nati prematuri,nati prima della 36° settimana di età gestazionale, e rappresentano il 6,1 per cento di tutte le nascite; nello specifico, il 5,2 per cento nasce tra la 32ma e la 36ma settimana, lo 0,9 per cento a meno di 32 settimane Anche se i tassi di sopravvivenza e gli outcome dei neonati prematuri sono migliorati in maniera drammatica nel corso degli ultimi decenni, morbilità e mortalità sono ancora significative. I neonati prematuri sono esposti ad un rischio più elevato di problemi di crescita, ritardi di sviluppo, nonché di complessi problemi di tipo medico. Per tener conto della prematurità il monitoraggio della crescita e dello sviluppo del bambino deve essere condotto in base all’età “corretta” (cioè l’età in mesi a partire dalla data in cui era prevista la nascita a termine). La nascita prematura rappresenta una grave alterazione che interviene in una fase in cui il feto dovrebbe crescere rapidamente, in cui tutti i sistemi di organi dovrebbero essere in fase di maturazione e lo sviluppo del cervello dovrebbe essere nella sua fase di massima velocità.I neonati prematuri, inoltre, sono spesso esposti ad ulteriori stress di tipo metabolico, e presentano un fabbisogno di energie e di sostanze nutritive più elevato rispetto ai neonati a termine. Dopo la dimissione dall’unità di terapia intensiva pediatrica il neonato prematuro necessita pertanto di un’assistenza continua di tipo nutrizionale, volta a favorire la crescita, lo sviluppo ed uno stato nutrizionale ottimali.Dopo la dimissione dal reparto di terapia intensiva i neonati prematuri si trovano in effetti spesso in condizioni di riserve nutrizionali subottimali.Un’insufficiente crescita post-natale, in particolare a livello della testa, è associata ad un aumento del rischio di limitazioni dello sviluppo nervoso e di outcome cognitivi sfavorevoli.

L’utilizzazione di formule arricchite sostitutive del latte materno, specifiche per neonati prematuri, oppure l’arricchimento del latte della madre possono ottenere, nel breve periodo, un miglioramento dei parametri che vengono utilizzati per la valutazione della crescita. Lo sviluppo del neonato è un processo dinamico che comprende capacità motorie più grossolane, capacità motorie fini, capacità di linguaggio, performance cognitiva e comportamenti di adattamento. L’identificazione precoce dei ritardi di sviluppo offre la possibilità di ottenere gli effetti benefici derivanti da un intervento terapeutico tempestivo. Nel corso dei primi due anni di vita del bambino lo sviluppo va valutato in base all’età corretta.
Ogni valutazione clinica di questi neonati deve prevedere una sorveglianza dello sviluppo, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente una volta che viene diagnosticato un ritardo. La prematurità espone il neonato ad un rischio di alterazioni visive come retinopatia, strabismo, significativi errori di rifrazione.La retinopatia della prematurità si sviluppa in seguito all’alterazione dello sviluppo progressivo dei vasi a livello della retina. Il programma di vaccinazioni di routine dovrebbe procedere, in base all’età cronologica del paziente. Nei bambini prematuri che soddisfano determinati criteri è indicata la somministrazione di immunoglobuline contro il virus respiratorio sinciziale.

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