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Otiti « dott. Mario Pacella

Otiti

Con il termine otite comunemente si intende una malattia dell’orecchio che consiste in una infezione/infiammazione dell’orecchio medio, cioè la parte di orecchio che si trova dietro il timpano. L’infezione dell’orecchio è la malattia infettiva più frequente nel bambino (la gran parte dei bambini ha almeno un’infezione dell’orecchio nei primi tre anni di vita). Molto spesso guariscono senza nessun problema; se le infezioni ritornano frequentemente possono portare a una riduzione dell’udito. L’orecchio è composto da tre parti: esterno, medio e interno.

L’orecchio medio è una cavità ripiena di aria, delle dimensioni di un pisello, separata dall’orecchio esterno da una membrana sottile chiamata timpano o membrana timpanica. Quest’ultima è collegata ad un complesso costituito da tre sottili ossa chiamate martello, incudine e staffa, articolate tra loro. Quando si produce un suono, si forma un’onda sonora che viene raccolta dal padiglione auricolare e trasportata attraverso il condotto uditivo esterno fino a colpire la membrana timpanica che, vibrando, mette in movimento i tre ossicini. Il movimento viene trasmesso nell’orecchio interno (dove sono presenti l’organo dell’equilibrio e dell’udito), da cui sono generati impulsi nervosi che vengono inviati al cervello. Un orecchio medio sano deve contenere aria alla stessa pressione atmosferica dell’ambiente esterno, in modo che tutte le varie strutture possano vibrare liberamente.

 

 

Un piccolo tubo, chiamato tuba di Eustachio, mette in comunicazione l’orecchio medio con il faringe ed il naso: quando un bambino ha un raffreddore, un’infezione alla gola o un’allergia, la tuba di Eustachio si può bloccare causando un ristagno di liquido nell’orecchio medio.

– Se questo liquido viene infettato da virus o batteri, si può avere un rigonfiamento della

membrana del timpano e dolore all’orecchio: questo tipo di infezione dell’orecchio si chiama otite media acuta.

– Spesso quando i sintomi spariscono il liquido rimane nell’orecchio e si può arrivare a quella che si chiama otite media con effusione. Questa condizione è più difficile da diagnosticare rispetto all’otite acuta media perché, eccetto che per il ristagno di liquido e per una lieve riduzione dell’udito, non provoca altri sintomi di rilievo. Questo liquido spesso viene riassorbito entro tre mesi; in molti casi scompare spontaneamente e l’udito del bambino ritorna alla normalità.

Vi sono numerosi fattori che aumentano il rischio di otite:

– I lattanti ed i bambini piccoli sono più a rischio: le dimensioni e la forma delle loro tube di Eustachio favoriscono il ristagno di liquido. (Minore è l’età del bambino alla prima otite, più possibilità avrà di averne altre.

– Sebbene non si conosca il motivo, i maschi hanno più otiti delle femmine.

– Le otiti possono essere più frequenti in bambini che hanno un genitore o un fratello che hanno sofferto o hanno otiti ripetute.

– I raffreddori spesso portano ad otiti: i bambini inseriti in asilo hanno maggiori possibilità di contrarre il raffreddore perché sono esposti a un numero maggiore di batteri e virus.

– Le allergie che causano il naso chiuso possono anche predisporre ad otiti.

– Fumo: i bambini che respirano passivamente il fumo di sigaretta hanno un alto rischio di sviluppare problemi di salute, otiti comprese.

– Allattamento artificiale: i bambini allattati con il biberon hanno più otiti di quelli allattati al seno. Se si allatta col biberon potrebbe essere utile fare succhiare il bambino in posizione semi eretta, per cercare di non bloccare le tube di Eustachio.

 

I sintomi più comuni sono:

 

Dolore: è il sintomo più comune, espresso dai più piccoli con irritabilità e pianto. Questi

sintomi possono essere più apprezzabili durante l’allattamento: succhiando e ingoiando, lapressione a livello dell’orecchio medio cambia e il bambino sente di più il dolore e tende a mangiare di meno. Inoltre ha più difficoltà a dormire, perché, stando sdraiato, il dolore aumenta.

Febbre: non sempre è presente

Fuoriuscita di liquido dall’orecchio: dall’orecchio può fuoriuscire un liquido bianco o giallo, a volte tinto di sangue; può avere un odore cattivo; è facilmente distinguibile dal normale cerume (che è di colore giallo-arancio o rosso-bruno). Il dolore spesso diminuisce dopo questa fuoriuscita di liquido (questo non vuol dire che l’infezione è sparita). Il significatodella fuoriuscita di pus significa che la membrana timpanica si è rotta per effetto della spinta delle secrezioni infiammatorie e, come conseguenza, il pus fuoriesce dal padiglione auricolare sotto forma di una secrezione giallastra, più o meno densa. Nella maggior parte dei casi, invece, il pus ed il muco, senza una corretta terapia, rimangono intrappolati nell’orecchio medio poiché la tuba di Eustachio, gonfia ed infiammata, non è in grado di aprirsi per permettere il naturale drenaggio delle secrezioni. Questo fluido o effusione che persiste nell’orecchio medio provoca un quadro clinico chiamato “otite sierosa” o “otite secretiva”.

Diminuzione dell’udito: durante e dopo un episodio di otite, il bambino può avere disturbi dell’udito per molte settimane. Questo succede perché il liquido che ristagna dietro la membrana del timpano si frappone alla trasmissione del suono. In genere è un problema transitorio e si risolve quando il liquido va via. Si può sospettare quando il bambino non risponde ai suoni,sembra assente a richiami esterni, alza ,se più grande, il volume della TV

Le complicanze dell’otite possono essere , per effetto della riduzione dell’udito, che può persistere molto a lungo, il verificarsi  di ritardi nello sviluppo psichico e nell’acquisizione del linguaggio. Raramente l’otite media può complicarsi con una mastoidite, in altre parole con una grave infezione di un osso contiguo all’orecchio chiamato mastoide.

Etiologia

Per comprendere a fondo le cause e i meccanismi dello sviluppo dell’otite siero-mucosa nel bambino è necessario considerare una molteplicità di fattori predisponenti e scatenanti, conseguenti a particolari caratteristiche, sia di ordine anatomico che funzionale, tipiche dell’età infantile.

1)Ostruzione tubarica– La tuba di Eustachio è un condotto che pone in comunicazione la cavità dell’orecchio medio con il rinofaringe. La tuba, in posizione di riposo è normalmente chiusa mentre si apre in conseguenza di atti fisiologici quali lo sbadiglio e la deglutizione, o artificiali rendendo possibile l’espletamento delle funzioni che hanno il compito di assicurare la ventilazione della cassa timpanica, il drenaggio dell’orecchio medio, l’equilibrio tra le pressioni vigenti ai diversi lati della membrana timpanica (consentendo a questa, se stimolata da onde sonore, di entrare in vibrazione in condizioni ottimali), la protezione del cavo timpanico nei confronti di condizioni patologiche flogistiche ed infettive rinofaringee.

Le ostruzioni tubariche possono essere: a) meccaniche intrinseche, dovute ad una stenosi edematosa secondaria a flogosi, a fattori allergici, batterici e virali b) meccaniche estrinseche che, in età pediatrica, nella maggioranza dei casi sono dovute ad ipertrofia adenoidea.

Le vegetazioni adenoidee possono comprimere il primo tratto della tuba in stretta vicinanza del rinofaringe o ostruirne l’orifizio. L’ostruzione può anche essere parziale, consentendo solamente rapide aperture della tuba durante la deglutizione. In questi casi una pressione negativa endotimpanica rende possibile l’aspirazione di secrezioni infette dal rinofaringe all’orecchio medio.

Nei bambini, nei quali l’oms si manifesta più frequentemente, l’ostruzione tubarica si verifica più facilmente per una serie di fattori: a) la tuba è stenotica rispetto a quella dell’adulto a causa dell’abbondante componente linfatica che circonda l’orifizio faringeo b) la mucosa dell’orecchio medio e della tuba è più spessa e vascolarizzata c) le infezioni del primo tratto respiratorio sono molto più frequenti nell’infanzia. d) si verifica una maggiore frequenza di disfunzioni muscolari e) la tuba si trova in posizione più orizzontale (10 gradi) rispetto a quella dell’adulto (45 gradi) f) nel bambino la tuba è più corta (17-18 mm) rispetto a quella dell’adulto (35mm)

2)Diatesi iperergico-allergica– Al concetto di diatesi nelle sue varie forme (allergica, linfatica, autoimmunologica, ecc.), è subentrato quello di disreattività immunologica. Tale orientamento è suffragato da alcune considerazioni di ordine statistico-clinico: a) in età pediatrica non vanno trascurate le allergie alimentari (in particolare quella al latte vaccino) per l’importanza che esse rivestono nel determinismo dell’otite media sieromucosa del bambino. E’ stata notato infatti come più del 70% dei bambini con otite media sia anche portatore di allergie respiratorie od alimentari. b)Altro fattore predisponente importante è rappresentato dall’allergia verso la betalattoglobulina, che si esprime sia a livello gastrointestinale che a quello respiratorio, con insorgenza, in quest’ultimo caso di quadri rinitici cronici ricorrenti e di asma bronchiale. c) Nel caso di otorree ribelli è emersa inoltre l’alta incidenza di allergie verso microbi o prodotti del loro metabolismo.

3)Immaturità del sistema immunitario– L’immaturità del sistema immunitario dei primi anni di vita costituisce un fattore predisponente l’otite media di non trascurabile importanza.

Il periodo compreso tra i 3 e i 6-12 mesi di vita rappresenta un periodo di ipogammaglobulinemia fisiologica (le IgG trasmesse dalla madre offrono infatti una protezione passiva per i primi tre mesi).

Occorre tuttavia precisare che il neonato, in questo periodo, non è completamente suscettibile alle infezioni in quanto, malgrado la bassa concentrazione di IgG, possiede una risposta anticorporale. Vi possono essere casi però in cui il carico delle IgG materne è ridotto o il sistema immunocompetente del neonato tardi a maturare e quindi a sintetizzare le proprie IgG.

Come conseguenza, dal momento in cui gli anticorpi acquisiti materni cominciano a diminuire in numero, il neonato diviene suscettibile ad infezioni ricorrenti responsabili dell’insorgenza di otiti recidivanti: in tale stato di deficit anti corporale, i microorganismi più frequenti sono lo stafilococco, l’Haemophilus Influenzae e lo Streptococco Pneumoniae (da annoverare tra i principali agenti di otiti medie), mentre le infezioni virali e fungine sono rare poiché l’immunità cellulo-mediata è quasi sempre preservata. E’ importante sottolineare il fatto che tale periodo di immaturità immunologica, spesso viene a coincidere ad esposizione precoce del bambino ad ambienti diversi da quello familiare (come ad esempio una scuola materna sovraffollata) che costituisce un particolare momento di sollecitazione immunologica, stressante per gli organismi più delicati. Successivamente, dai 3 ai 10 anni d’età, il sistema immunitario del bambino si accosta sempre di più a quello dell’adulto venendo quindi ad acquisire maggiore importanza le reazioni allergiche.

4)Malattia autoimmune ad espressione locale– L’otite media viene da alcuni considerata come una malattia autoimmune ad espressione locale. La predisposizione costituzionale, anche in questo caso, gioca un ruolo non trascurabile. E’ necessario ricordare che a tale proposito la positività per autoanticorpi compare in maggior misura nel sesso femminile e tende a divenire più frequente con il tempo, probabilmente a causa di un fisiologico deterioramento del sistema di sorveglianza immunitaria o per una situazione di deficit di linfociti T suppressor. E’ noto come la mucosa dell’orecchio medio sia corredata di un sistema di difesa immunitaria locale, svolto principalmente dalle IgA secretorie che combattono le infezioni della mucosa, e in minor misura dalle IgG, presenti in minor quantità ma ugualmente efficaci nell’azione di difesa contro infezioni batteriche. Il dato più interessante emerso da studi effettuati sul sistema immunitario di bambini affetti da o.m.s, è costituito dal fatto che le IgE rimangono invariate.

5)Malattie dismetaboliche, infettive, respiratorie disendocrine e digerenti come fattori predisponenti– Malattie dismetaboliche come il diabete mellito e l’obesità possono ricoprire un ruolo importante nel bilancio di previsione della terapia medica e chirurgica otologica. Circa il ruolo rivestito dai fattori ormonali, sono state dimostrate regressioni spontanee alla pubertà di otorree recidivanti e ribelli alla terapia medica, come pure è ben nota l’azione antinfiammatoria e collagenosintetica del cortisone e del desossicorticosterone. Anche le malattie respiratorie possono svolgere un ruolo non trascurabile in questo ambito di patologia: dal 65% al 78% dei casi di otite media complica flogosi batteriche o virali delle vie aeree. Le malattie dell’apparato digerente nei bambini con otite media infine, sono spesso da porre in rapporto con l’ambiente e le condizioni socio-economiche dei bambini e sono importanti oltre che come sintomo di disturbi del sistema immunitario anche per le condizioni di eutrofia del bambino.

 

 

La diagnosi di otite media viene fatta dal medico introducendo nell’orecchio uno strumento chiamato otoscopio. Esso permette di vedere l’arrossamento della membrana timpanica, la presenza del fluido dietro di essa e l’eventuale estroflessione del timpano per effetto della pressione del fluido stesso. In aggiunta vengono spesso richiesti due accertamenti: un audiogramma, che misura l’eventuale perdita di udito del paziente e il timpanogramma, che serve a misurare la pressione dell’aria nell’orecchio medio e conseguentemente a vedere se le tube di Eustachio funzionano correttamente. I due tests aiutano il medico nel determinare la severità del problema e a decidere il tipo di trattamento nel tempo.

La  terapia di primo intervento  è finalizzata a calmare il dolore somministrando il paracetamolo (cioè lo stesso farmaco che si adopera per far scendere la febbre) o un altro farmaco antidolorifico. Poiché spesso, anche usando l’otoscopio, non è possibile riconoscere se l’otite è causata da un virus o un batterio, il pediatra decide se somministrare o meno l’antibiotico prendendo in considerazione alcuni parametri come l’età del bambino, le condizioni generali, l’aspetto della membrana timpanica.
Nella maggior parte dei casi è utile una vigile attesa di 24-48 ore senza prescrivere alcun farmaco se non l’antidolorifico: è ormai dimostrato infatti che solo un’otite su quattro è dovuta ad una batterio (e richiede perciò la terapia antibiotica) e che una grossa percentuale di otiti guarisce spontaneamente.